Psicologia

Cos’è la Psicologia

Ultimo aggiornamento: 05 Giugno 2017

Lo Psicologo è probabilmente la figura professionale su cui sussistono più luoghi comuni in assoluto. Siamo abituati a vederlo, attraverso i media, come colui che ascolta i sogni dei pazienti sdraiati su di un lettino in pelle, annotando il tutto su di un taccuino. Ma poi? Cosa se ne fa di quelle frasi scritte velocemente con la penna stilografica?

Facciamo un po’ di chiarezza e cerchiamo di percorrere i punti cardine di questa figura professionale che sembra essere, per alcuni, tanto misteriosa.

Chi è lo Psicologo

homeLo Psicologo è quella figura professionale che dopo la laurea quinquennale in Psicologia (spesso suddivisa in tre anni + due anni) compie un tirocinio obbligatorio della durata di un anno, effettuato con la supervisione di un professionista iscritto all’Albo da almeno dieci anni, al fine di superare l’Esame di Stato necessario all’iscrizione all’Ordine degli Psicologi, la quale lo abilita alla professione.

Al pari della professione medica lo Psicologo dovrà rispettare per legge un codice deontologico , il quale, oltre alle altre cose, asserisce di dover aggiornare continuamente la propria formazione.

Lo Psicologo abilitato dallo Stato e iscritto all’Ordine esercita quindi una professione con finalità sanitarie cioè di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione oltre alle attività di ricerca e didattica nell’ambito della Psicologia.

Lo Psicologo quindi è legittimato a compiere interventi che spaziano dalla salutogenesi, ossia la prevenzione del disagio e la promozione della salute psicologica, alla patologia cioè la cura dei disturbi mentali.

Psicologo: via i luoghi comuni

“Non sono matto. Perché devo andare da uno Psicologo?”

E’ probabilmente il luogo comune più diffuso, radicato e resistente. Per combatterlo servirebbero, tra le altre cose, campagne di sensibilizzazione e informazione su chi è e cosa fa lo Psicologo nella realtà: gli articoli di questo Portale, tra le altre cose, si pongono questo obbiettivo.home_2_psicologo

Consultare uno Psicologo non significa ne essere “matti” ne “diversi”, quanto piuttosto accorgersi di eventuali stati conflittuali che possono incrinare il proprio benessere.

La sofferenza mentale esiste e tutti noi ne possiamo soffrire; questo non significa necessariamente soffrire di una psicopatologia.

La sofferenza mentale può essere quella che si cela dietro ad una donna che ha perso il bambino, ad un uomo lasciato dalla moglie, ad una coppia in crisi, ad un bambino che si trova a dover affrontare la separazione dei genitori o ancora ad un adolescente deriso dai compagni. Questi solo alcuni degli esempi che ritraggono storie di tutti i giorni che potrebbero causare una sofferenza interna minando il benessere psicologico, appunto. Ed è qui che lo Psicologo entra in gioco al fine di ripristinarlo.

Stare male psicologicamente può significare aver paura di qualcosa, talmente tanto da impedirci di vivere serenamente il normale corso della nostra vita; può significare avere pensieri fissi che si ostinano nella nostra mente e non riuscire a liberarcene.

Allo Psicologo ci si rivolge per responsabilità e per una scelta intelligente: come per responsabilità si effettuano controlli medici di routine, così ci si dovrebbe preoccupare del proprio benessere psicologico.

 “Se ho bisogno di sfogarmi non serve che vada dallo Psicologo, è sufficiente che parli con un amico”

Luogo comune da sfatare solo in parte. E’ indubbio che parlare con un amico ci dia sollievo nei momenti di difficoltà e un consiglio per risolvere le piccole crisi che quotidianamente affrontiamo: confidarci e confrontarci con una persona di cui ci fidiamo è piacevole e soprattutto “sano”.

Ma è anche qualcosa di completamente diverso dall’intervento di un professionista della salute mentale.

Lo Psicologo non è un amico, non possiede solo una buona capacità di comprensione e una buona empatia, ma soprattutto possiede le conoscenze sulla mente umana e il suo funzionamento, e le competenze scientifiche necessarie per prevenire e risolvere un disagio psicologico.

Lo Psicologo infatti possiede gli strumenti e le tecniche che la ricerca gli ha messo in mano per guidare il paziente verso la comprensione e la modificazione attiva di quei comportamenti, atteggiamenti, credenze, affetti che possono essere causa della sua sofferenza.

“Vado dallo Psicologo, mi sdraio su un lettino e parlo”

Spesso l’aspettativa di chi si reca dallo Psicologo per la prima volta è di trovarsi un lettino, sul quale poi distendersi , e raccontare di sé e dei sogni mentre lo Psicologo rimane alle sue spalle, svolgendo un ruolo piuttosto passivo.

In realtà, la stragrande maggioranza dei trattamenti psicologici e psicoterapeutici prevede che i due interlocutori siano seduti uno di fronte all’altro.

E’ solo un tipo di intervento (la psicoanalisi, nello specifico) a prevedere che il paziente sia steso su di un lettino e che il professionista sia seduto dietro di lui.

Quando si necessita di uno Psicologo

Abbiamo già affermato che lo Psicologo non è “colui che cura i pazzi”, non è quindi solo colui che si occupa di psicopatologie. Cerchiamo ora di stilare una lista sulle possibili motivazioni che potrebbero portarci a rivolgerci ad un Professionista Psicologo:

  • per una crisi temporanea; abbiamo già portato esempi pratici nel corso dell’articolo: un divorzio, un aborto, un adolescente particolarmente difficile da gestire, un incidente, un lutto…

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  • per favorire una crescita interiore personale
  • per delle esigenze di comprensione e/o di orientamento: ci si sente spesso smarriti al termine di un percorso e all’avvio di uno nuovo. “Cosa fare al termine delle scuole medie?”, “ Cosa fare al termine delle scuole superiori?”, “Ho perso il lavoro, ed ora cosa faccio?”, “Quale è il ramo lavorativo che si addice di più a me?”

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  • per dipanare e risollevare dinamiche e difficoltà affettive, sociali, familiari, relazionali, scolastiche, lavorative
  • per ritrovare la serenità e la felicità dopo un periodo traumatizzante: la ragazza picchiata dal fidanzato, l’adolescente lasciato dalla ragazza della quale era innamorato, l’uomo che si trova a dover crescere da solo i propri figli e così via…
  • per uscire da situazioni di stallo e/o blocco,
  • per liberarsi da eccesso di ansia, stress, impulsi, pensieri, paure, difficoltà eccetera…

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  • per ristabilire equilibrio e giusto livello di umore e di autostima,
  • per rimodulare e migliorare il proprio carattere e la propria personalità
  • per uscire gradualmente da abusi e dipendenze di gioco, alcol, fumo eccetera…

In questi casi un supporto psicologico può risultare un positivo e benefico aiuto, sostenendo la persona attraverso il disagio interno fino alla sua attenuazione e/o scomparsa. Esso può essere utile per migliorare e capire la propria parte interna ritrovando un giusto equilibrio in essa e con il mondo esterno.

L’aiuto psicologico porta a comprendere, riattivare e rinsaldare le proprie energie, capacità, soluzioni e motivazioni interne, permettendo in tal modo il superamento di blocchi ed ostacoli psichici.

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