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INTERVISTA AD UNA RAGAZZA (ex) ANORESSICA

anoressiaIl nostro articolo di oggi vuole cambiare modalità di comunicazione per discutere di un tema tanto complesso quanto delicato: l’Anoressia. Per farlo abbiamo deciso di intervistare Marianna (nome non autentico per ragioni di privacy) e riportarvi la sua intervista, al fine di cercare di comprendere maggiormente questa malattia e sensibilizzare gli animi su questo tema così forte.

Partiamo da una spiegazione teorica per addentrarci al meglio nel tema in questione.

 COSA E’ L’ANORESSIA NERVOSA?

 E’ un disturbo dell’alimentazione caratterizzato da:

  • restrizione alimentare: cioè come un basso peso significativo (peso minore del minimo consentito)
  • paura di ingrassare nonostante un peso significativamente basso
  • anomalia nel percepire il proprio peso nonché la forma del proprio corpo

La gravità della malattia varia da lieve ad estrema attraverso la valutazione dell’Indice di Massa Corporea.

Il dato più spaventoso è quello che inserisce il tasso di mortalità derivante da anoressia nervosa come uno dei più alti tra tutti i disturbi psichiatrici, con paragoni rispetto alla depressione e all’alcolismo di 3 volte maggiore.

Un trattamento in uno stadio precoce della malattia si traduce in un più alto tasso di possibilità di guarigione.

CHI E’ MARIANNA? CONOSCIAMOLA

Marianna ha 27 anni, vive a Siena, è laureata in lingue e lavora come guida turistica. Ha dei lineamenti marcati che la rendono molto affascinante e particolare. E’ magra, ma di un magro comune e non preoccupante.

La madre di Marianna lavora come segretaria, mentre suo padre è un impiegato comunale: una famiglia  normale, che vivono in una casa normale. Una famiglia come tante, verrebbe da dire. Ed invece no. Marianna, così come tutta la sua famiglia hanno vissuto il dramma della malattia, una malattia che scava dentro, che distrugge e logora, che può portare fino alla morte se non è presa in tempo.

Marianna, ti va di spiegarmi come è iniziato tutto?

Certo! Non sono mai stata grassa, sono alta 1,65 e pesavo 60 kg. Ero in normopeso, ma di certo non potevo paragonarmi ai canoni di donne che vedevo in tv. Avevo forme oggettivamente giuste, ma che volevo a tutti i costi togliere. E così ho iniziato una dieta. Nessun medico che mi seguiva, nessuno schema da rispettare; semplicemente mangiavo di meno: via pane e pasta, via dolci, zero zuccheri. Dovevo perdere almeno 10 kg prima dell’estate. E li ho persi. Mi piaceva tantissimo vedere il mio corpo assottigliarsi, perdere quei kg: i fianchi sparivano, le guance lasciavano lo spazio a zigomi sagomati, le braccia sottili così come  le gambe.

Sei arrivata al peso che ti eri prefissata in tempo, quindi?

Assolutamente si. Ma anche dopo aver raggiuto il traguardo dei 50kg volevo perdere ancora peso.

Era scattato il senso di potere nel poter controllare la tua fame, vero?

Si, giusto! Esattamente questo! Perché la fame non ti passa, ovviamente; anzi è micidiale, ma sai che sei più forte tu e puoi controllarla. Il premio è vedere il tuo corpo sempre più magro, tutto per merito tuo.

Con cosa ti alimentavi in una giornata?

Controllavo attentamente le calorie: 400 calorie al giorno. Non una di più, non una di meno, si diventa maniacali nel fare i conti delle calorie.

 Marianna ha convissuto con l’anoressia per 10 lunghissimi anni.

Come è avvenuta la decisione di curarti?

Sono stata ricoverata 5 volte in dieci anni perché perdevo i sensi, mi è capitato qualche volta per strada ed allora è stata chiamata un’ambulanza. La diagnosi era sempre la stessa, ma io non volevo accettarla, stavo bene così. Tre anni fa ho incontrato una nutrizionista in palestra, una ragazza giovane e nuova. Le anoressiche fanno tantissima palestra solitamente, ma non si fanno mai seguire da nutrizionisti, come ho già detto.. Romina (nome della nutrizionista, ndr), non ha insistito per seguirmi a livello medico, ha guardato oltre le mie ossa ben visibili, la peluria che si era formata sul mio corpo, viso compreso (si chiama lanugo, è una peluria che sviluppa il corpo in soggetti anoressici poiché in mancanza di grasso tenta di proteggere il corpo, ndr).

Romina mi ha presa a cuore, mi faceva parlare, mi ascoltava in silenzio, mi faceva sentire amata, non un numero; siamo diventate molto amiche. Senza essere invadente, ma con una discrezione e dolcezza disarmante mi ha portata a sentirmi pronta per il percorso di guarigione.

Il desiderio ossessivo di dimagrire è correlato anche a qualcosa di più profondo, come il bisogno di farsi notare, di sentirsi amati. So che nella tua psicoterapia hai affrontato questo tema così delicato…

Già. Non lo capisci all’inizio, non ti vedi bella come vorresti e vuoi dimagrire. In realtà il bisogno che senti dentro è quello di farti notare e paradossalmente ti rendi conto che l’unico modo in cui pensi di poterlo fare è quello di sparire. Le persone che hai intorno, come i genitori, hanno fatto il possibile per loro, ma evidentemente non nel modo in cui era giusto farlo o come avresti voluto che lo facessero. Magari non ti hanno apprezzata abbastanza, non ti hanno lodata quando ne avevi bisogno, non ti hanno capita. E arriva un momento in cui senti quel bisogno impellente di gridare “esisto, notatemi”, e lo fai nel modo che ti può portare all’autodistruzione (non è infrequente che soggetti anoressici tentino il suicidio anche con modalità drastiche, tipo utilizzo di lamette, ndr).

Come stai ora?

Continuo la psicoterapia, mi fa bene. All’inizio è stata dolorosa, molto. Non è facile fare emergere tante cose che hai dentro e che vorresti lasciare sepolte per sempre; ma ora ho capito che mi fa bene, quando esco dalla seduta settimanale mi sento più forte. Ora peso 50 kg, continuo ad andare in palestra, sarò la testimone di nozze di Romina. Il rapporto con i miei genitori è cambiato, migliorato: ora li sento più complici; mi hanno aiutati tanto anche loro in questo percorso facendo con me sedute familiari per aiutarmi. Ce l’abbiamo fatta!

Che cosa vorresti dire ad una persona che soffre di anoressia?

Che non è la sola! Ci sono moltissime persone che oltre ad essere brave e competenti sono davvero degli angeli custodi e possono riportarci a vivere: perché se si è malati di anoressia o si muore o si ritorna a vivere, non c’è una via di mezzo.

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