Blog >> Approfondimenti >> ISTINTI SUICIDARI: DINAMICHE PSICOLOGICHE

ISTINTI SUICIDARI: DINAMICHE PSICOLOGICHE

1

Parlare di suicidio è sempre doloroso e complesso; si stima che è la dodicesima causa di morte nel mondo. Soltanto in Italia sono circa 4000 le persone che ogni anno si tolgono la vita ricorrendo a metodiche diverse; le motivazioni sono molteplici: andiamo ad analizzare le dinamiche psicologiche che si celano dietro ad un agito così drammatico.

Qualche dato…

Dopo un periodo di apparente calma, con l’avvio della crisi economica riconducibile al 2007 ecco di nuovo una forte ascesa del numero di suicidi che ha riguardato maggiormente uomini adulti in età da lavoro contando, secondo dati Istat,  ben 4291 suicidi in Italia nel 2013.

2Purtroppo questi numeri sono al ribasso: ci sono casi infatti che non vengono catalogati come suicidi facendo quindi abbassare il numero stimato, anche se nella realtà non corrisponde al vero.

Si basti pensare che solamente nella Capitale i presunti suicidi sono 153 nel 2015 e 75 nel 2016.

IDENTIKIT DEL SUICIDA

I più colpiti risultano essere gli uomini di mezza età, con particolare riferimento a quelli che da poco hanno compiuto i 50 anni. Secondo le statistiche, il matrimonio  sarebbe correlato in negativo con il rischio suicidio; vale a dire che gli uomini sposati, rispetto a quelli divorziati o mai sposati o vedovi  avrebbe 1\5 di probabilità di tentare il suicidio; per le donne invece abbiamo un rapporto pari al doppio per le divorziate o vedove rispetto alle donne sposate.

Nel 2016, sempre stando ai dati Istat, 79 sono  i ragazzi inferiori ai 19 anni che hanno deciso di compiere il gesto estremo del suicidio; questo dato preoccupante è dovuto, per la maggior parte, a casi di bullismo.

COSA POSSIAMO FARE PER CERCARE DI PREVENIRLO?

Parlare di suicidio non è semplice, è un tema delicato che quasi spaventa; proprio per questo motivo spesso diviene un tema-tabù: se ne parla poco e niente in termini di prevenzione.

E’ chiaro che nessuno di noi può interferire con la volontà strettamente radicata dell’altro, ma ci sono delle modalità che si possono mettere in atto al fine di tentare di prevenire un suicidio. Quali?

 1. ATTENZIONE AI FATTORI DI RISCHIO

  • Ha già tentato il suicidio almeno una volta?
  • Ha subìto un lutto di recente?
  • Soffre di una grave o cronica malattia?
  • Qualcuno dei suoi cari soffre di una grave o cronica malattia?
  • E’ una persona vittima di violenza psicologica o bullismo?
  • Ha subìto una perdita di recente (divorzio, licenziamento etc)?

 2. ATTENZIONE ALLE SUE EMOZIONI

  • Piange spesso o è sempre agitato?
  • Risulta più lunatico rispetto al solito?
  • Ha un umore completamente diverso rispetto al solito?
  • Ha affermato di sentirsi fallito o disperato?

 3. ATTENZIONE ALLE PAROLE

  • Afferma spesso di sentirsi un peso per gli altri? (Es: “senza di me starete sicuramente meglio”)
  • Utilizza spesso frasi di disperazione? (Es: “Non posso più resistere”)
  • Afferma spesso che la vita non ha alcun senso
  • “Minaccia” di togliersi la vita

Se ci troviamo dinanzi ad una persona che ben si specchia in queste frasi che abbiamo elencato, dobbiamo  necessariamente stare più attenti del dovuto: potremmo trovarci di fronte ad un soggetto che ha quantomeno pensato al suicidio come unica via di fuga.

ASCOLTARE è la parola d’ordine, cercare di entrare in sintonia con i suoi bisogni  non giudicando i suoi pensieri. Solo così potrebbe rendersi conto che ha bisogno di aiuto. Aiuto che verrà fornito dal vostro ascolto e vicinanza ed aiuto che può essere dato da un professionista, dal quale potrebbe essere accompagnato da voi ed il quale può portare il soggetto a vedere la vita sotto altri punti di vista, ponendo al suicidio alternative valide al problema, dopo averlo, ovviamente, correttamente individuato.

I nostri centri