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“MI SONO FATTO LA PIPI’ SOTTO”. CAUSE E RIMEDI

Materassi macchiati e pigiamini bagnati, queste le conseguenze pratiche di quella che il gergo comune chiamiamo “pipì a letto”, ma che tecnicamente viene denominata Enuresi Notturna.

Quali sono le cause?

Le cause dell’enuresi notturna vanno necessariamente suddivise in due grandi filoni di risposta: cause fisiologiche e cause psicologiche.

  • Le cause fisiologiche sono legate ad un’anomala attività della vescica che prende il nome di iperattività vescicale. Questo fa si che l’enuresi notturna venga associata a

  • Enuresi monosintomatica che si manifesta esclusivamente col disturbo notturno
  • Enuresi non-monosintomatica, la quale è correlata a disturbi urinari anche diurni. Questa condizione è rara

  • Le cause psicologiche: è opportuno premettere che è assolutamente normale fare la pipì di notte, o quantomeno molto frequente. Questo perché la vescica del bambino necessita di tempo prima di stabilire un controllo autonomo; quindi fino a circa 6 anni è da mettere in conto ed è opportuno vivere la situazione con estrema serenità.

Se l’enuresi avviene dopo i sei anni e avviene frequentemente e per almeno 3 mesi è opportuno rivolgersi dapprima al pediatra che escluderà eventuali problematiche organiche per prendere in considerazione qualche fattore psicologico.

L’enuresi correlata a cause psicologiche si divide in:

  • Enuresi esclusivamente notturna, la più comune
  • Enuresi esclusivamente diurna
  • Enuresi notturna e diurne

 Tutte e tre possono essere primarie (presenti sin dalla nascita) o secondarie (emerse in un secondo                momento).

pipi sotto

Enuresi Notturna

L’enuresi a fattore psicologico è associata spesso ad un disturbo emozionale o comportamentale e può trattarsi di fenomeni transitori correlati ad eventi che il bambino percepisce come stressanti o ansiogeni. Infatti, un evento che il bambino identifica come stressante o ansiogeno tende a minare la sua sicurezza e stabilità: un lutto, la separazione dei genitori, la nascita di un fratellino\sorellina, cambiamento di scuola, richieste eccessive da parte dei genitori…

COSA FARE? Ecco alcuni rimedi pratici

  • Enuresi legata a cause fisiologiche.

Come abbiamo detto, fino ai 6 anni di vita fare la pipì a letto è una condizione ritenuta normale, dovuta al fatto che la vescica del bambino necessita di tempo per abituarsi ad autocontrollarsi. Dopo quest’età è opportuno quindi rivolgersi al pediatra, che dopo una corretta diagnosi, fornirà le indicazioni necessarie.

E’ generalmente un fenomeno passeggero che scompare nel 15% dei bambini. Il pediatra, se il bambino bagna ancora le lenzuola dopo i 6 anni per 2 o più notti a settimana potrebbe decidere di prescrivere l’ormone antidiuretico sintetico e gli antispastici per la vescica.

  • Enuresi legata a cause psicologiche.

  • Non sgridare mai il bambino, non è una loro colpa e potreste aggiungere, con le grida, frustrazione ad una situazione per lui tanto imbarazzante

  • Rassicurarli dicendo loro che è una condizione passeggera, dicendo che anche voi, quando eravate bambini avete fatto la pipì a letto

  • Se il bambino supera i 4 anni di età parlategli in maniera elementare ma chiara cercando insieme qualche soluzione pratica: ad esempio bere meno la sera

  • Rituale del sonno: pianificatelo insieme! Create delle abitudini che il bambino insieme a voi metterà in pratica ogni sera: lavarsi i denti, fare pipì, mettersi il pigiama, spegnere le luci etc
  • Cercate di non perdere la pazienza: può capitare qualche sera oppure più sere una dietro l’altra. Le vostre grida non solo non lo aiuteranno a non bagnare più il materasso, ma anzi potrebbero peggiorare la situazione
  • Non dire che il vostro bambino fa la pipì a letto davanti a parenti ed amici: è già di per se una situazione imbarazzante per lui, mettere in piazza le sue debolezze non farà che aumentare la sua frustrazione
  • Se notate che vi è una correlazione ad una situazione transitoria (cambio scuola, secondo figlio in arrivo, separazione etc), è bene chiedere aiuto ad uno specialista. Lo Psicologo infatti potrà stare vicino al bambino (ed a voi!) in questo momento delicato.

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